Non sono tra quelli che difende aprioristicamente l’esperienza delle Ato Provinciali, che stanno avendo limiti oggettivi. É altrettanto oggettivo, però, che gran parte di quei limiti vengono da lontano, a partire dalla assenza strutturale di impianti.

Le Ato, dunque, con organi decisionali assembleari, senza personalità giuridica e senza personale amministrativo dedicato, hanno la colpa di aver fallito dove hanno fallito quindici anni di commissari straordinari, poteri speciali e miliardi di denaro pubblico.

Per questa ragione io avrei #RIFORMATO e potenziato le Ato attuali, piuttosto che crearne una regionale, che rischia di diventare ancor più complessa. Del resto sono temi affrontati già nel 2014 in occasione della prima riforma del sistema rifiuti, e dopo otto anni si rischiano gli stessi errori.

Ad ogni modo, nella discussione in seno al Consiglio Regionale sulla nuova autorità, spero sia solo rimandato da parte della maggioranza e di Occhiuto il riconoscimento per le grandi città. I comuni non capoluogo in tutta la Calabria che hanno oltre 50 mila abitanti sono due, e credo che sarebbe semplicemente ridicolo ignorarlo, su questo ed altri temi.

Per quanto riguarda la scelta del Direttore Generale da parte del Presidente della Giunta Regionale credo sia semplicemente una assurdità.

Nel frattempo i conferimenti continuano a singhiozzo, le città soffrono con cumuli a macchia di leopardo, noi andiamo avanti con ordinanze di emergenza che non possono reggere a lungo ed urge individuare una soluzione in vista della stagione estiva.

Su questo tema, serve un confronto aperto ed urgente tra sindaci e Regione: siamo già in ritardo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *