STUDI SULLE CARTE, NON SULLE INTERVISTE DI ANAS

Nel dibattito pubblico in atto sul nostro territorio sul tema della Ss. 106 insiste, purtroppo, un fattore storico-culturale di fondo: quello di un comprensorio convinto di essere figlio di un Dio minore, di non avere la forza di rivendicare alcun diritto, e quindi di dover accettare qualsiasi cosa gli venga rifilata, magari anche ringraziando ossequiosamente.

A rendere plastica tale tara culturale è soprattutto una parte della classe politica, impegnata non a progettare e realizzare una visione di città e di territorio del futuro, lottando per essa, ma esclusivamente a raccattare qualche apparente risultato per soddisfare il proprio bisogno di consenso “gastrico”, pronta anche a sfregiare il territorio ed inficiarne lo sviluppo per i prossimi 50 anni.

Fortunatamente l’attuale classe di Governo della Città ha una impostazione politica ben diversa, ma soprattutto ha una visione di sviluppo del territorio di lungo termine ed ama leggere le carte, senza farsi suggestionare da pifferai e discorsi astratti.

Per questa ragione invito l’onorevole Straface ad approfittare delle feste natalizie per studiare il tema della Ss. 106, a partire dalla documentazione tecnica di questa proposta progettuale e magari rinvenendo in quali documenti top-secret sono sanciti i finanziamenti di quest’opera, i cui costi andrebbero ben oltre quelli preventivati, così come ho facilmente dimostrato in Consiglio Comunale.

Temo, tuttavia, che non sarà così, dal momento che, come avevo ipotizzato già alcune settimane fa e come si evince chiaramente dal suo ultimo comunicato stampa, il neoconsigliere, noto per l’expertise in grandi opere pubbliche, continua a basare le sue fantasiose tesi sui suggerimenti o addirittura sulle interviste televisive di qualche funzionario Anas direttamente interessato, anche economicamente, alla realizzazione dell’opera, qualunque essa sia.

Ciò che lascia più perplessi è il fatto che, oltre evidentemente a non avere la più pallida idea di ciò che implicherebbe la realizzazione di un tracciato in rilevato e viadotto che attraverserebbe i nostri centri urbani tra gli scali e le marine, tali autorevoli esponenti istituzionali continuano a scrivere patetici comunicati stampa piuttosto di confrontarsi, nelle sedi opportune, con chi ha l’onere di rappresentare la città ed ha la responsabilità di non pregiudicarne il futuro, evidentemente accecati e più interessati a gettare fumo negli occhi che ad affrontare realmente i problemi.

Fortunatamente la posizione dell’Amministrazione Comunale, a differenza di quella di molti tifosi e disinformati, è chiara ed equilibrata, ammettendo anche la possibilità di valutare un tracciato diverso da quello del megalotto 8, ma senza abdicare a quella che non è una ambiziosa aspirazione, bensì un concreto diritto del nostro territorio: quello di avere una infrastruttura a 4 corsie dignitosa, europea e compatibile con lo sviluppo della città. Ed in Europa, lo ribadisco, le strade extraurbane circonvallano i centri abitati, non ci passano al centro magari devastando le località costiere come accaduto poco più a nord di Corigliano-Rossano.

Infine, trovo purtroppo molto significativa la considerazione finale dell’onorevole Straface sulla “analisi costi-benefici dell’opera”, una valutazione da brividi, questa sì profondamente anacronistica, degna dei peggiori ragionieri di Stato filo-settentrionali che con questo genere di “tesi illuminate” hanno affamato il Mezzogiorno d’Italia per decenni azzerando gli investimenti o limitandoli al minimo indispensabile come si vorrebbe fare con il tratto Sibari-Coserie. Più che un rappresentante istituzionale del territorio, sembra di leggere un funzionario contabile di Anas.

Non solo i dati di traffico fino a Contrada Toscano impongono la realizzazione di una strada 4 corsie di collegamento con la Ss. 534, ma la stagione politica che abbiamo di fronte, quella degli investimenti infrastrutturali al Sud, impone di ragionare sulla realizzazione di una 4 corsie su tutto il fronte ionico fino a Crotone, che non abbia la “semplice” funzione di dirottare su una arteria sicura e veloce il traffico attuale, ma che abbia invece l’obiettivo di mitigare il gap infrastrutturale che ha relegato questa parte di Paese al sottosviluppo da ogni punto di vista, liberando quindi risorse (produttive, agricole, turistiche, culturali) e contribuendo alla crescita della nazione in questo momento storico.

Sono convinto che, nonostante la rappresentanza del comprensorio spesso, purtroppo, dimostri di non avere la benché minima visione di insieme e prospettiva del nostro territorio, con i nuovi vertici di Anas individuati dal Governo, così come con il Presidente Occhiuto, si aprirà subito una utile fase di confronto grazie alla quale individueremo in tempi brevi le soluzioni di cui il nostro territorio ha diritto.

Una cosa è certa: da quando questa Amministrazione è in carica, si sono aperte importanti discussioni e prospettive di tutti i grandi temi che riguardano la Sibaritide, compresa la Ss. 106, mentre con gli autorevolissimi amministratori del passato non si discuteva di nulla, se non di soppressioni ed accorpamenti.

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