IL Governo escluda la Calabria dalla zona rossa. Serve un piano di guerra, ma per le strutture sanitarie, non contro il commercio.


Con una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e al Ministro della Salute, Roberto Speranza, il Presidente della Conferenza dei Sindaci ha chiesto di escludere la Calabria dall’elenco delle regioni con regime più rigido rispetto alle misure di contenimento del contagio da Covid-19. Cosi come scritto nelle conclusioni della missiva, si tratterebbe infatti, dopo anni di commissariamento e di “decreto Calabria”, dell’ultima, insopportabile beffa per una comunità regionale che, invece, lotta dignitosamente per risollevarsi nonostante le carenze strutturali generate dalle profonde disattenzioni del passato.

Le economie dei nostri centri urbani – recita la lettera – che dovrebbero essere centri della diffusione del contagio, sono fondate sul piccolo e medio commercio, presso il quale non è affatto complicato pretendere il distanziamento ed il rispetto della normativa di sicurezza. Al contrario, chiudere temporaneamente queste attività strutturalmente fragili per la seconda volta nello stesso anno significherebbe, di fatto, sterminarle, aggravando le condizioni di una economia già estremamente debole e preda dei ricatti della criminalità organizzata.

Non abbiamo alcun dubbio sul fatto che l’intento del Governo sia quello di proteggere. L’invito accorato è di farlo dando ascolto alle istanze territoriali di chi, al vostro fianco, sta lottando a mani nude contro la diffusione del virus, a partire dalla Conferenza dei Sindaci.

Nessuno tra gli amministratori della Provincia di Cosenza – ha precisato Stasi – ha mai avuto un atteggiamento superficiale o vagamente negazionista. Al contrario nella prima fase di lockdown quasi tutti i sindaci hanno accompagnato le misure del Governo con grande severità, spesso integrandole, talvolta anticipandole. Né intendiamo sottovalutare i rischi della fase attuale.

La Conferenza dei Sindaci già nei mesi scorsi, prima dell’emergenza pandemica, ha sottolineato allo stesso Ministro Speranza la grave carenza di personale sofferta da tutte le strutture sanitarie della Provincia, chiedendo di attivare tutte le procedure necessarie per lo sblocco dei concorsi per personale medico e paramedico. Un esigenza divenuta ancora più stringente a causa della diffusione del covid-19 che è stata fortemente richiamata nella missiva.

La Calabria merita un piano di guerra, una guerra lampo, che non preveda la chiusura delle attività ma bensì lo sblocco e la semplificazione di tutte quelle procedure, tornate farraginose e complicatissime subito dopo l’inizio della “fase 2”, al fine di assumere personale per le strutture territoriali ed ospedaliere, di acquistare attrezzature e di realizzare quel minimo di lavori necessari per allestire luoghi dignitosi e sicuri in cui accogliere e curare i cittadini che saranno contagiati nelle prossime settimane. Questo è ciò che serve alla Calabria e ciò che deve e può fare il Governo.

Se è vero che, purtroppo, a causa dei gravissimi ritardi della governance sanitaria a tutti i livelli, non è al momento possibile realizzare di sana pianta i nuovi posti di terapia intensiva previsti, certamente si può lavorare con celerità per la realizzazione tutto il resto, a partire dal rafforzamento delle strutture territoriali le quali, di fatto, sono nelle medesime condizioni del marzo scorso.

Flavio Stasi

Presidente della Conferenza dei Sindaci