La nostra arma migliore è la Responsabilità Collettiva


Cari concittadini,
quello che sta accadendo nel Paese relativamente alla nuova espansione del Covid-19 ed i conseguenti provvedimenti governativi stanno facendo tornare in tutti noi la paura di un nuovo lockdown.

I dati quotidiani ci dicono effettivamente che c’è un costante aumento dei contagiati ma anche che la percentuale di positivi, rispetto ai tamponi effettuati, fortunatamente, è ancora molto più bassa rispetto allo scorso marzo.

Certo siamo in un momento diverso. Non possiamo permetterci un nuovo lockdown; non possiamo permetterci di chiudere le scuole, interrompendo nuovamente il percorso formativo dei nostri ragazzi; non possiamo dare un ulteriore colpo alla nostra economia; non possiamo più fermare le istituzioni, gli esercizi pubblici ed i servizi, che stanno già riprendendo con enorme fatica. Ecco perché dobbiamo tenere altissima la guardia.

Nel corso dei mesi abbiamo spesso parlato di convivenza col virus. Significa che dobbiamo saper coniugare le nostre attività quotidiane con la sicurezza sanitaria, nostra, di coloro che stanno intorno a noi. Ecco perché credo che, in questa fase, abbiamo a disposizione un’arma per combattere il virus molto più efficace di ordinanze, coprifuoco, restrizioni varie: è la responsabilità collettiva.

Oggi siamo tutti più consapevoli di cosa è il coronavirus, cosa provoca, come si combatte, e mi aspetto che tutti facciamo tesoro di questa conoscenza, rispettando le regole – che ormai conosciamo a memoria – per proteggere noi stessi, ma soprattutto per proteggere le parti più deboli ed a rischio della comunità, come gli anziani o coloro che hanno ulteriori patologie.

In tutto questo è forte la rabbia per una organizzazione sanitaria che non ha, invece, fatto tesoro del tempo trascorso: siamo praticamente nelle stesse condizioni di qualche mese fa, ed è molto grave. I tanti programmi fatti in fase di emergenza sono improvvisamente ed irresponsabilmente rallentati quando la curva dei contagi ha iniziato a decrescere. La responsabilità della realizzazione dei nuovi posti di terapia intensiva e sub-intensiva (che avrebbero dovuto sostituire i cosiddetti reparti-covid) oppure degli adeguamenti dei Pronto Soccorso, per esempio, è stata a lungo oggetto di rimpallo tra la Protezione Civile Nazionale, Regionale e le ASP, e soltanto una decina di giorni fa – quando era ormai troppo tardi – sono state individuate le Aziende Sanitarie come “soggetti attuatori”.

Una responsabilità gravissima dell’intera governance sanitaria a tutti i livelli, che abbiamo sottolineato e continueremo a sottolineare con durezza come Conferenza dei Sindaci della Provincia di Cosenza e che ci costringe, ancora una volta, a combattere a mani nude per superare l’emergenza.

Per quanto riguarda il nostro Spoke, grazie a pressioni quotidiane, manca poco per il completamento (finalmente) del laboratorio tamponi che dovrebbe essere attivato per fine mese, mentre restano ovviamente difficili le situazioni in quasi tutti i reparti vista la diffusa ed atavica carenza di personale con la quale combattiamo quotidianamente, con e senza covid-19.

Infine la situazione del contagio in città, al momento, non è drammatica. Dopo alcuni momenti critici con potenziali focolai, grazie all’ottimo lavoro del Dipartimento Prevenzione ed alle molte guarigioni, il numero dei contagiati attuali è di una decina, nessuno dei quali è ricoverato.

Devo però comunicare che nelle scorse ore è risultato positivo un dipendente comunale, il quale però molto diligentemente si era messo in quarantena già da più di una settimana in attesa dell’esito del tampone. Per questa ragione abbiamo deciso – in via del tutto precauzionale – di attivare l’istituto dello smart-working per l’intero settore in attesa di altri tamponi e delle indagini del Dipartimento Igiene.Se possiamo quindi rallegrarci per il numero dei contagiati attuali, non possiamo assolutamente permetterci distrazioni, anzi, ciò che sta accadendo in molte zone della Calabria ci impone una attenzione più alta di quella avuta finora, senza sottovalutazioni. Lo ribadisco: la nostra arma migliore, oggi, non è il lockdown ma la responsabilità collettiva, che abbiamo già dimostrato e che dobbiamo continuare a dimostrare.

Il sindaco.