ENEL. SERVE IL CONTRIBUTO DI TUTTI.


Si apra un tavolo istituzionale su Enel con il governo nazionale e regionale. Serve il contributo di tutte le forze politiche, sociali e produttive.

Negli ultimi giorni, da più versanti e sotto più punti di vista, si è riaccesa l’attenzione sulla questione della centrale Enel di Sant’Irene.

Questo è avvenuto a seguito dell’appello generale che ho deciso di lanciare, ribadito anche nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, a tutte le forze politiche e sociali del territorio, affinché si istituisca un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico, con il coinvolgimento del Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale, nel quale discutere seriamente della destinazione dell’impianto.

Si tratta di una esigenza resasi ancora più urgente alla luce della discussione in atto nell’intero Paese sul corretto utilizzo del cosiddetto “recovery fund”, che non può ignorare l’esistenza di un sito industriale in dismissione importante come quello di Sant’Irene.

A seguito di questo appello sono previste, per i prossimi giorni, più iniziative che riguardano proprio la centrale, per le quali ringrazio gli organizzatori. Iniziative che ritengo tutte utili e che dovranno contribuire all’apertura di questa vertenza istituzionale sulla centrale Enel nella quale coinvolgere necessariamente il governo nazionale ed il governo regionale. Ovviamente è necessario che si crei il necessario raccordo istituzionale, al quale sto lavorando, e per il quale saranno impiegate sempre maggiori energie affinché si rafforzi la voce del territorio e la posizione dell’ intero Consiglio Comunale che, sul tema, si è già espresso in modo univoco.

Com’è noto l’Amministrazione Comunale , nel corso degli ultimi mesi, ha sempre ribadito ad Enel l’urgenza di definire la destinazione del sito di Sant’Irene che non può non essere totalmente sostenibile e che deve rispettare le vocazioni del territorio, anche alla luce della posizione strategica e baricentrica dell’area per rispondere all’esigenza di integrazione urbanistica e turistica della città.

Rispetto alle voci stonate che, fingendo di voler trovare una soluzione alla vicenda, in realtà tentano di strumentalizzare ignobilmente anche una questione seria come questa, che dovrebbe vedere l’intero territorio unito, non posso non far notare come si tratti di espressioni politiche che possono vantare fallimenti epocali come quello di Futur-E e che, nel corso di decenni di governo presso Comune, Regione e Paese, non sono riusciti né ad attivare tavoli autorevoli, né ad ottenere da Enel la considerazione che invece la nostra realtà merita.

L’obiettivo di sbloccare vertenze decennali come quella dell’Enel, dell’ospedale della Sibaritide, dell’istituzione del nuovo tribunale, dell’ammodernamento della Statale 106, non ha colori politici e rappresenta, invece, un dovere istituzionale a cui questa Amministrazione intende indirizzare ogni energia mettendo in rete tutti coloro che hanno voglia di lavorare per il bene comune a prescindere dagli schieramenti.