Sanità, disinformazione inquietante in momento delicato.


Laboratorio con lavori in corso. Delibera laboratori analisi non ancora attuativa.

Nelle ultime ore ho letto alcune note sulla questione sanitaria territoriale che, al pari di molte altre su altri argomenti, non fanno altro che alimentare disinformazione strumentale nell’ossessivo tentativo di criticare l’Amministrazione Comunale, spesso con vere e proprie fantasie.

A queste, talvolta, si uniscono anche notizie di stampa poco attendibili pertanto, trattandosi di sanità in un momento delicato come questo, ritengo opportuno quanto meno fare alcuni chiarimenti.

Partiamo dai dati, che sono inequivocabili: dal nostro insediamento ad oggi presso il nostro Spoke sono stati investiti – solo tra lavori ed attrezzature – più di un milione e mezzo di euro. Tra le altre cose: letti per la terapia sub-intensiva, respiratori, tac già in funzione, laboratorio di microbiologia.

Per ciò che riguarda il personale, negli ultimi mesi, sono stati integrati medici di pronto soccorso, infermieri, personale tecnico e medico per il laboratorio, è stato concluso il concorso per ginecologi (che ora attendono di essere contrattualizzati) ed è stato dato supporto notturno alla pediatria. Certamente sono numeri non sufficienti per far fronte alla carenza di personale spaventosa che soffre la sanità calabrese ed il nostro spoke, soprattutto in emergenza pandemica.

Non solo: è necessario, per esempio, attivare i posti letto previsti dall’atto aziendale; è urgentissimo attivare lavori nel pronto soccorso del plesso di Corigliano per rendere dignitosa e sicura l’accoglienza dei pazienti; individuare i passi da compiere per attivare in piene funzioni le unità di neurologia e UTIC e mille altre cose. I problemi della nostra sanità, insomma, sono enormi, ma resta un fatto: laddove prima si smantellava, ora si costruisce e si installano attrezzature.

Per quanto riguarda il cosiddetto reparto-covid sul quale continuo a leggere inesattezze, lo stesso è stato integrato nella riorganizzazione della rete ospedaliera per l’emergenza covid, che prevede l’aggiunta di 18 posti di terapia intensiva e 26 posti di terapia sub-intensiva nell’ASP Cosenza, di cui 6 di intensiva e 10 di subintensiva nello Spoke Corigliano-Rossano.

Il problema, semmai, che deve farci indignare tutti è che si tratta di una riorganizzazione che avrebbe dovuto essere già realizzata per poter fronteggiare una seconda ondata di contagi ed invece l’attuazione di questi interventi è stata centralizzata dalla Protezione Civile nazionale, con tempi che ritengo assolutamente inadeguati.

A tale riguardo ricordo che, a seguito di accordi tra il Governo e le Regioni, esiste anche un soggetto attuatore per gli interventi dell’emergenza covid che è in capo, appunto, alla Regione e che, tanto nella programmazione sanitaria quanto negli investimenti, l’ente regionale ha un ruolo chiaramente preminente rispetto a qualsiasi comune.

Ribadisco inoltre, smentendo notizie contrarie, che per il laboratoriol’investimento più importante – si sta procedendo con i lavori che dovrebbero terminare nella prima decade di ottobre e grazie a questa unità potremo avere gli esiti dei tamponi dopo alcune ore e non dopo giorni.

Dovrebbe essere superfluo precisare che né un Sindaco, né tantomeno il presidente della Conferenza dei Sindaci, si occupano di smistare tamponi o pazienti da una tac all’altra o da un reparto all’altro e trovo questo tipo di strumentalizzazioni francamente imbarazzanti per chi le fa.

La nostra sanità era in enorme difficoltà già prima dell’emergenza covid, che ha reso ancora più evidenti tutte le lacune delle reti sanitarie regionali. In queste enormi difficoltà, l’azione istituzionale che si sta compiendo in sinergia con gli altri territori è quella di invertire la rotta.

Non a caso la settimana scorsa abbiamo incontrato il Commissario Bettellini come Conferenza dei Sindaci, chiedendo interventi urgenti di messa in sicurezza delle strutture sanitarie ed assodando – per esempio – che la delibera 646 del 3 agosto 2020 sulla riorganizzazione dei laboratori pubblici al momento non è attuativa e stiamo lavorando affinché resti tale.

La scelta di limitare ulteriormente la presenza di servizi pubblici lungo i territori non solo è totalmente inopportuna anche in relazione alla fase che stiamo vivendo, ma non è stata nemmeno correttamente discussa con le rappresentanze del territorio, una prassi che riteniamo debba essere messa nel dimenticatoio.